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Perchè Venerare la Sindone?

12 Maggio 2015

Perché Venerare la Sindone?

Secondo il sito ufficiale della Santa Sindone la tradizione riguardante la Sindone, “anche se ha trovato numerosi riscontri dalle indagini scientifiche sul Lenzuolo, non può ancora dirsi definitivamente provata”.

Indipendentemente dalla sua autenticità, è cruciale piuttosto chiedersi le seguenti domande:

*Ci sono delle motivazioni bibliche che spingono a venerare questo lenzuolo? Se sì, quali sono?

*Quanti di coloro che venerano questo lenzuolo sono a conoscenza del fatto che non c’è nessun giusto davanti a Dio, e che tutti gli uomini sono peccatori indipendentemente dalle “buone azioni” che possono compiere (Romani 3:10)1?

*Quanti riconoscono che Gesù Cristo è La Via, La Verità e La Vita, e che nessuno va al Padre se non per mezzo di Lui (Giovanni 14:6)?

*Quanti si sono pentiti dei propri peccati riponendo la fiducia in Gesù Cristo come Salvatore e Signore per essere salvati (Romani 10:9-10)?

*Quanti sanno che chi invece rifiuta di credere a Gesù Cristo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui (Giovanni 3:36)?

Perché Credere in Gesù?

Dio ha amato il mondo e ha mandato Suo figlio Gesù Cristo a morire sulla croce al posto dei peccatori e a essere punito al posto loro (Isaia 53).

Lui giusto è morto per gli ingiusti (1 Pietro 3:18) ed è stato risuscitato il terzo giorno (1 Corinzi 15:3-4) per la salvezza di coloro che credono in Lui (Romani 4:25; 1 Pietro 2:24).

Essendo un peccatore tu non puoi scampare al giudizio di Dio neppure mediante le tue buone azioni e intenzioni (Tito 3:5), includendo la venerazione della Sindone.

Dio, essendo un giusto e buon giudice, giudicherà il mondo secondo la Sua giustizia, non secondo il pensiero comune dell’uomo. Dio è il tuo creatore, che ti ha creato a Sua immagine e somiglianza (Genesi 1:26-27). Tu sei Sua proprietà. Tutti gli uomini dovranno rendere conto a Lui.

Confessa e pentiti dei tuoi peccati, e riponi la tua fiducia in Gesù Cristo come Salvatore e Signore (Romani 10:9-10). Solo grazie al Suo sacrificio puoi ricevere il perdono dei tuoi peccati (Atti 10:43).

La salvezza del peccatore è quindi possibile esclusivamente per grazia, unicamente mediante la fede nella persona e nell’opera di Gesù Cristo (Efesini 2:4-9).

1 Tutti i riferimenti in parentesi provengono dalla Bibbia.

 

Perchè la Morte?

10 Maggio 2015

Perché la Morte?

La Bibbia dà una chiara risposta a questa domanda:

“… Per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché Tutti hanno peccato” (Romani 5:12)1.

La morte esiste a causa del peccato! Non solo la morte fisica ma anche quella spirituale, cioè la totale separazione da Dio (Efesini 2:1-3; 4:18) e di conseguenza la morte eterna dopo questa vita.

Coloro che rigettano Dio “saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della Sua potenza” (2 Tessalonicesi 1:9).

La morte fisica non è altro che la dimostrazione del nostro peccato e della nostra ribellione a Dio.

Dio, il tuo Creatore, dichiara nella Bibbia che Tutti gli uomini sono peccatori, non c’è nessun giusto davanti a Lui, neppure uno (Romani 3:10).

Sei (come tutti) un peccatore che merita di essere giudicato da Dio (Giovanni 3:36), il quale essendo un giusto e buon giudice non può lasciare il peccatore impunito (Atti 17:31).

Dio E’ Amore!

Dio ha amato il mondo e ha mandato Suo figlio Gesù Cristo a morire sulla croce al posto dei peccatori e a essere punito al posto loro (Isaia 53).

Lui giusto è morto per gli ingiusti (1 Pietro 3:18) ed è stato risuscitato il terzo giorno (1 Corinzi 15:3-4) per la salvezza di coloro che credono in Lui (Romani 4:25; 1 Pietro 2:24).

Essendo un peccatore tu non puoi scampare al giudizio di Dio neppure mediante le tue buone azioni e intenzioni (Tito 3:5; Efesini 2:8-9).

La tua unica possibilità di salvezza è Gesù Cristo! Riconosci la tua condizione di peccato, pentiti dei tuoi peccati, e riponi la tua fiducia in Gesù Cristo come Salvatore e Signore (Romani 10:9-10).

Solo grazie al Suo sacrificio puoi ricevere il perdono dei tuoi peccati (Atti 10:43).

Il salario del peccato è la morte … Ma il Dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù (Romani 6:23)

La tua salvezza è possibile esclusivamente per grazia, unicamente mediante la fede nella persona e nell’opera di Gesù Cristo (Efesini 2:8-9).

1 Tutti i riferimenti in parentesi provengono dalla Bibbia.

 

La Potenza del Vangelo

31 Ottobre 2014

Oggi secondo alcuni l’evangelizzazione non riguarda più solamente l’annuncio del Vangelo di Gesù Cristo. Anzi il Vangelo è spesso presentatoCroce come un messaggio privo di potenza. A questo punto è importante chiedersi: “Qual è la ragione dell’evangelizzazione?” L’apostolo Paolo risponde a questa domanda nella sua lettera ai Romani, quando scrive che “il Vangelo è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Romani 1:16). Lo scopo dell’evangelizzazione è la salvezza dei non credenti attraverso il messaggio del Vangelo, che è la potenza di Dio la quale opera e garantisce la salvezza dei non credenti. In altre parole, è il messaggio del Vangelo la chiave per la salvezza, non siamo noi. La speranza per la salvezza dei non credenti risiede nel messaggio del Vangelo stesso, non nelle nostre capacità o attività, e nemmeno nel nostro comportamento, anche se i credenti sono comunque chiamati a rendere buona testimonianza nel mondo. L’apostolo Pietro, in riferimento alla parola della Buona Notizia (il Vangelo), scrive: “. . . Siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio” (1 Pietro 1:23).

“Il Vangelo è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Romani 1:16)

Un testo che mette in luce la potenza del Vangelo è Efesini 2:1-10. Al capitolo 1, ai versetti 19-20, Paolo prega per gli Efesini affinché Dio illumini gli occhi del loro cuore affinché sappiano non soltanto a quale speranza li ha chiamati e qual è la ricchezza della gloria della Sua eredità, ma anche “qual è l’immensità della sua potenza” verso di loro che credono. La potenza di cui parla Paolo in questo contesto è la potenza che Dio ha mostrato nel risuscitare Suo figlio Gesù (1:20) e che opera negli uomini per la loro salvezza (Efesini 2:4-10). Questa è la potenza del Vangelo.

Solamente quando ci rendiamo conto della miserabile e irrimediabile condizione spirituale dell’uomo capiamo quanto sia potente e indispensabile il Vangelo per la salvezza, e quindi quanto è cruciale evangelizzare mettendo al centro il messaggio del Vangelo, anziché noi stessi.

Tuttavia, prima di parlare della potenza del Vangelo, Paolo descrive la potenza del peccato che controlla la vita dei non credenti, mettendo in luce la misera condizione di tutti gli uomini senza Dio (2:1-3). In questo modo Paolo chiarisce quanto il Vangelo sia essenziale e potente per la salvezza dei non credenti. Al versetto 1 del capitolo 2, Paolo ricorda agli Efesini che prima della loro salvezza erano morti nelle loro colpe e nei loro peccati. Qui Paolo parla di morte spirituale. Che cosa vuol dire essere morti spiritualmente? Paolo risponde a questa domanda nei versetti seguenti. In primo luogo significa che i non credenti vivono secondo i principi di questo mondo, i quali sono in opposizione alla volontà e alla santità di Dio (2:2a). In secondo luogo, significa vivere sotto il potere di Satana e la sua influenza (2:2b). In terzo luogo, significa vivere sotto il potere della carne – la natura peccaminosa che domina la vita dei non credenti (2:3). Inoltre, i non credenti sono descritti come uomini ribelli, letteralmente “figli della disubbidienza” (2:2), e come “figli d’ira” (2:3). Essere morti spiritualmente significa essere per “natura” (nascita) sotto la condanna di Dio. Paolo rivela nei dettagli la gravità della condizione dell’uomo prima della salvezza: totalmente incapace di andare a Dio e quindi senza speranza. Solamente quando ci rendiamo conto della miserabile e irrimediabile condizione spirituale dell’uomo capiamo quanto sia potente e indispensabile il Vangelo per la salvezza, e quindi quanto è cruciale evangelizzare mettendo al centro il messaggio del Vangelo, anziché noi stessi.

Dopo avere parlato della condizione miserabile dell’uomo, Paolo scrive (v. 4): “Ma Dio che è ricco in misericordia…” Paolo contrasta quello che ha detto in precedenza, e soprattutto la nozione secondo la quale tutti gli uomini sono per natura figli d’ira, con la misericordia di Dio. Paolo inizia con la congiunzione avversativa “ma” contrapponendo il carattere di Dio alla condizione senza speranza dell’uomo. In altre parole, i morti (spiritualmente) hanno bisogno della misericordia di Dio e del Suo amore, che Dio ha dimostrato mandando Gesù per essere il sacrificio espiatorio e sostitutivo per coloro che ripongono la propria fiducia in Lui. Coloro che sono spiritualmente morti hanno bisogno di una potenza soprannaturale e divina per essere salvati dalla loro condizione. Hanno bisogno del Vangelo, l’annuncio della misericordia di Dio. Quando trascuriamo l’evangelizzazione, stiamo ignorando di proclamare la misericordia e l’amore di Dio, l’unica fonte di salvezza per gli uomini. L’evangelizzazione è potente e cruciale per il mondo!

“Ma Dio che è ricco in misericordia…”

Paolo ricorda agli Efesini che quando erano ancora morti nei loro peccati, Dio li ha vivificati con Cristo per grazia mediante la fede (2:5, 8). La salvezza si riferisce all’opera vivificante che Dio opera sulla base della morte e risurrezione di Gesù Cristo. Il Vangelo è potente, allora, a causa dell’opera perfetta e sufficiente di Gesù. Quando parliamo della potenza del Vangelo non ci riferiamo a qualcosa di mistico, ma semplicemente a Gesù Cristo e alla Sua opera, la quale è efficace e sufficiente per la salvezza di coloro che sono spiritualmente morti e che si trovano sotto l’ira di Dio. Gesù è il Vangelo.

È molto importante considerare quello che Paolo scrive al versetto 7, quando afferma che Dio salva per mostrare nei tempi futuri la grande ricchezza della sua grazia (v.7). Ciò vuol dire che l’evangelizzazione è il mezzo attraverso il quale Dio riceve tutta la gloria, perché è attraverso l’evangelizzazione che Dio salva peccatori immeritevoli della Sua grazia. Quindi, quando proclamiamo il Vangelo siamo strumenti per la gloria di Dio.

In conclusione, dobbiamo confessare che la nostra carenza nella evangelizzazione è spesso dovuta a una idea superficiale della potenza del Vangelo. Infatti, se veramente credessimo che è il Vangelo ad essere la chiave per la salvezza, saremmo molto più coraggiosi e zelanti nell’evangelizzare in qualsiasi circostanza senza paura dell’uomo. Il Vangelo non ha limiti, ma è efficace e potente per salvare chiunque crede. Non è incoraggiante sapere che la potenza nell’evangelizzazione non risiede in noi, nelle nostre capacità o attività, ma unicamente nel Vangelo stesso?